Una esperienza giovanile

Il tema della cooperazione internazionale è un aspetto molto noto delle relazioni internazionali e dei dibattiti in sede istituzionale. Parlarne insieme serve. Molto è stato scritto e detto e non tanto vi è da aggiungere, io ho fatto una esperienza personale che mi piacerebbe replicare in modalità diverse presso queste famose istituzioni internazionali. Nel lontano 2002 mi recai a Bruxelles per svolgere un tirocinio di tre mesi presso il Parlamento Europeo. La mia vita era per sempre cambiata, l’esperienza del tirocinio infatti mi aveva per la prima volta messo in contatto con una realtà internazionale davvero complessa e stimolante. Un impegno intenso anche se di breve durata che ha lasciato un segno davvero tanto positivo su di me allora neo laureato in Scienze Politiche a Milano. Occuparsi di luoghi lontani – il coraggio di raggiungerli e viverli allora mi mancò, devo essere sincero, pur tuttavia da una ottica di casa : europea ed italiana. Noi infatti sappiamo che all’interno del Parlamento Europeo esistono nei paesi con i quali si sono firmati degli accordi istituzionali delle Delegazioni esterne che questi paesi ospitano e che si riuniscono con cadenza mensile a Bruxelles. Allora il Deputato era un italiano famoso che presiedeva la Commissione Energia, tuttavia nei ritagli di tempo era per me grande gioia e soddisfazione partecipare alle riunioni delle Delegazioni del Parlamento Europeo nei paesi dell’Asia centrale e del Caucaso – che erano stati l’oggetto del mio interesse per la tesi di laurea e di dottorato in seguito. Quelle riunioni facevano capire a tutti i partecipanti quanto era stato rilevante l’impegno della UE nei paesi ex sovietici. Una cosa che avevo letto nei libri e sui documenti ufficiali ma che ora potevo toccare con mano, in modo diretto.  La vita di una grande istituzione politica era fatta anche di questo e io lo avevo scoperto con sorpresa ed ammirazione. Dopo tante riunioni e contatti con funzionari esperti ed esperti degli stati membri ero contento e potevo tornare nella mia città pieno di informazioni e utili notizie. Avevo visto il mondo e il suo dinamismo, i suoi problemi, le sue incertezze i suoi punti deboli e punti forti e lo avevo compreso in parte una minima parte ma che ebbe su di me un effetto grande. Dovevo ringraziare i miei genitori che mi avevano incoraggiato in questa impresa e tante persone che mi erano state vicine e mi avevano aiutato in quel lontano 2002 in Italia. Grazie. Corrado Caruso

Precedente Vagabondare (di Roberta Trice)